Terza di copertina:
Apparsa nel 1758 in risposta alle critiche del Bettinelli, la Difesa di Dante si manifestò subito come un libro di eccezionale importanza per l'equilibrato coinvolgimento di un giudizio che dalla lingua passava ai sentimenti della nazione e da questa a quelli.
Di fronte alla proposta bettinelliana di salvataggi solo parziali, Gozzi coglie così tutta la complessità e la compattezza dell'opera dantesca, certo di trovarsi di fronte a «un'invenzione... originale, grandissima», e sulla Commedia e sul suo autore finisce per fondare, linguisticamente e moralmente, la gran parte dell'intera tradizione letteraria nazionale.
Testo esemplare di una nuova critica ragionata e storicamente fondata sulle fonti, il libello gozziano non solo riconosce con ricchezza e solidità di argomenti l'«estraordinaria originalità» del poema e dell'intera opera dantesca, ma ripropone l'indispensabile funzione della conoscenza del mondo classico e degli antichi commenti – a partire da quello del Boccaccio – per penetrare nel mondo poetico dantesco.
Indice:
pag. 9 Introduzione di Giorgio Petrocchi
25 Nota al testo di Maria Grazia Pensa
43 Bibliografia
49 DIFESA DI DANTE
49 Giudizio degli antichi poeti sopra la moderna censura di Dante attribuita ingiustamente a Virgilio
51 Prefazione
63 Il Doni al Zatta
65 Dichiarazione de' rami che s'attrovano nel presente volume
69 Al Signor Antonio Zatta Antonfrancesco Doni
69 Lettera prima
75 Lettera seconda
81 Lettera terza
93 Dialogo primo
105 Dialogo secondo
109 Dichiarazione del Doni
113 Parole dette da Trifone Gabriello sopra l'arte di Dante nel suo poema
132 Annotazione del Doni
135 L'Orfeo
147 Annotazione del Doni
148 Lettera ultima
149 Commento